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Invitare una persona a mangiare è sempre un impegno,
perché ci si deve preoccupare, oltre che dello scontato
aspetto alimentare, anche di quello più squisitamente
nutrizionale ed infine del benessere in generale della persona
invitata.
Perciò bisognerà interrogarsi sui gusti dell’ospite,
su eventuali restrizioni religiose o dietologiche ed anche
offrirgli una gradevole compagnia. Anche l’ambiente
in cui lo si accoglie sarà più o meno elegante
a seconda delle circostanze, ma comunque sempre pulito ed
accogliente (a volte può essere più piacevole
una cena in una cucina calda ed accogliente che una in una
sala da pranzo fredda e “non vissuta”).
Consigli generali su come organizzare
un pranzo o una cena
La prima distinzione da fare riguarda il genere di invito,
se informale o formale.
Nel caso di un invito informale, magari fatto all’ultimo
momento, tra amici, il comportamento è chiaramente
molto disinvolto sia da parte di chi ospita, sia da parte
di chi è ospitato. La tavola è apparecchiata
con semplicità, i cibi possono essere portati in
tavola e passati tra gli ospiti, che si servono personalmente,
così come personalmente si versano il vino
Questo chiaramente non dovrebbe impedire che l’apparecchiatura
segua gli stessi criteri di un pranzo formale (solo si diminuisce
il numero di piatti, bicchieri e posate), o che si usino
le belle maniere, come descritte nel capitolo “Il
commensale educato”.
L’etichetta regola invece con un certo rigore il
pranzo formale. In realtà è proprio l’osservanza
delle regole di etichetta che fa di un incontro a tavola
per mangiare insieme un pranzo elegante e formale.
Chi fa l’invito, dovrà preoccuparsi in primo
luogo del menu, quindi dell’apparecchiatura della
tavola, ed infine del servizio.
Il menu cambia secondo la circostanza e la stagione. Un
pranzo di Natale deve essere diverso da un pranzo di Pasqua,
un pranzo invernale deve essere diverso da uno estivo. Cambia
anche secondo il momento della giornata, ed è generalmente
più semplice per un pranzo di mezzogiorno, più
raffinato alla sera. Organizzarlo bene è un lavoro
che richiede una certo lavoro ed impegno, ma la soddisfazione
dell’ospite è una buona ricompensa. Sarebbe
bene anche cercare di non trascurare i gusti degli ospiti
o i loro eventuali problemi di salute.
Una volta che questo sia stato studiato, è necessario
occuparsi della preparazione della casa e della tavola.
Non c’è bisogno di dire che la pulizia della
casa dovrà essere stata rinfrescata da poco, in modo
particolare quella del bagno, nel quale saranno messe in
vista le salviette per gli ospiti, saranno a disposizione
fazzoletti di carta e le saponette saranno nuove e pulite.
La preparazione della tavola si adegua al genere di cibo
che sarà offerto, cioè si apparecchierà
con le stoviglie e le posate necessarie per mangiare ciò
che sarà servito. Ugualmente per i bicchieri. Il
criterio è che non deve mancare nulla e che tutto
deve essere posto in modo che sia comodo.
L’apparecchiatura della tavola
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La tavola classica
1. piatto fondo
2. piatto piano
3. sottopiatto
4. tovagliolo
5. forchetta per antipasto
6. forchetta per prima pietanza
7. forchetta per seconda pietanza
8. coltello
9. cucchiaio da minestra
10. posatine per dessert e formaggio
11. bicchiere per acqua
12. bicchiere per vino rosso
13. bicchiere per vino bianco
14. piattino per il pane |
In caso di pranzo o cena meno impegnativa si potranno evitare
il piattino per il pane e il sottopiatto.
Ecco come posizionare piatti, posate, bicchieri:
a sinistra del piatto, le forchette (con le punte verso
l'alto), a destra i coltelli (con la lama verso il piatto)
e i cucchiai.
In orizzontale, le posate da frutta e da dessert: in basso
il coltello con la punta a sinistra e la lama verso il piatto,
poi la forchetta, con le punte verso destra rivolte in alto,
infine il cucchiaino, con il manico a destra. Se il menù
prevede sia il formaggio sia la frutta, insieme con la fruttiera
verranno portate in tavola le posate da frutta appoggiate
sul piattino pulito (mai incrociate).
Sopra le posate da frutta, un po’ spostati verso
destra, i bicchieri: il più grande da acqua e alla
sua destra quello più piccolo da vino.
L'apparecchiatura "formale" ne richiede invece
(soprattutto se si serve anche il pesce) almeno tre: grande,
da acqua; medio da vino rosso; piccolo da vino bianco ed
eventualmente la flûte da spumante o champagne (ma
sarebbe meglio portarla in tavola dopo, al momento dell’uso).
I primi tre si dispongono in modo decrescente (visto che
si riempiono da destra); ogni commensale, infatti, dovrebbe
prendersi cura della signora seduta alla sua sinistra. La
flûte viene spostata verso il centro del tavolo. Se
ci sono problemi di spazio, si può apparecchiare
con soli due bicchieri e portare in tavola gli altri quando
si cambia vino.
A sinistra del piatto, in alto, all’altezza dei bicchieri,
il piattino del pane, oppure un panino o qualche grissino
appoggiato sulla tovaglia; in basso il tovagliolo.
Non si mettono mai i portacenere in tavola all'inizio del
pasto, ma si offrono agli eventuali fumatori, al momento
del dessert.
Spesso, dopo cibi, pietanze e frutti che vanno toccati
con le mani, vengono portate in tavola le coppette lavadita,
con acqua tiepida e una fettina di limone. Poste di fianco
a ogni commensale, servono per risciacquarsi le dita. Le
coppette dovrebbero essere accompagnate da un tovagliolino
di cotone, da usare per asciugarsi le dita
Nel caso si voglia mettere un centrotavola, sarà
opportuno scegliere fiori inodori, per non coprire i profumi
del cibo, e bassi, per non impedire la vista a chi siede
di fronte. Anche oggetti pregiati, magari d'argento o porcellana,
possono essere l'idea per un centrotavola, così come,
di sera, dei candelabri accesi.
Disposizione dei commensali
Gli ospiti importanti si accomoderanno alla destra del
padrone e della padrona di casa.
Alla sinistra seguiranno gli altri ospiti, in ordine decrescente
di importanza e anzianità, facendo in modo che uomo
e donna siano alternati.
Quando è una coppia ad invitare un'altra coppia,
le signore si dispongono una di fronte all'altra e l'invitato
siede alla sinistra della padrona di casa.
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Tavola con 10
commensali
1. Padrone di casa
2. padrona di casa
3. Il signore più importante
4. La signora più importante
5. Il secondo signore per importanza
6. La seconda signora per importanza
7. uomo
8. donna
9. uomo
10. uomo
P. Porta della cucina
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Il servizio
In linea generale:
Innanzi tutto sarà bene studiare attentamente il
menù, in modo da conformare ad esso tutto il servizio
e particolarmente quello dei vini.
I criteri per comporre un menù sono molto vari,
in relazione agli invitati (giovani, anziani, stranieri…)
e ai loro gusti nonché alle loro esigenze, quindi
in base alla stagione, alla circostanza che ha motivato
l’invito ecc.
Comunque indicheremo qui i criteri principali individuati
da un grande Maestro della cucina italiana:
* ad un pranzo non si servono antipasti freddi, a meno
che non si tratti di caviale, salmone affumicato, ostriche,
cocktails di crostacei o di frutta;
* anche i formaggi non compaiono in un pranzo e di solito
neppure in una colazione raffinata, per quanto un piatto
di formaggi ben assortiti, scelti fra i più qualificati
(un gorgonzola,un emmenthal, una mollica di parmigiano,
presa nel bel mezzo di una forma, accompagnata da bianchissimi
cuori di sedano) possa piacere a qualche buongustaio;
* mai, in nessun caso vanno serviti, a colazione, brodi
o minestre;
* una salsa bianca segua una salsa bruna, di sapore completamente
diverso;
* una carne bianca sarà seguita da una carne rossa
o viceversa;
* gli stessi legumi non devono comparire in tavola due
volte, ad eccezione dei tartufi e dei funghi (ma per questi
ultimi sarà bene variare almeno la qualità,
e se hanno accompagnato il pesce non debbono accompagnare
la carne);
* ciò che si è detto per i legumi vale anche
per i vini usati nelle salse: ad esempio al pesce al vino
bianco segua un piatto con salsa bruna, al Porto o al Madera;
* per quanto riguarda i vini, si inizi con bianchi leggeri,
seguiti da rossi leggeri e quindi più sostanziosi,
naturalmente accordandoli con ciascun piatto;
* sia la colazione sia il pranzo dovrebbero terminare con
un vino liquoroso (un Porto, un Malaga, un vin santo o altro
del genere, il caffè e un liquore secco.
Luigi Carnacina (La Grande Cucina- Garzanti –MI 1960)
In caso di ricevimenti formali è necessaria la presenza
di una o più persone di servizio.
Nel servizio è necessario rispettare precedenze
e ordini di vario genere. Anzitutto tra le persone, servendo
quindi per prima la persona più importante e per
ultimi la padrona e il padrone di casa.
Si dovrà quindi seguire un certo ordine nelle portate
e nel servizio dei vini, così come stabilito al momento
dello studio del menù. Prima di servire una nuova
portata si dovranno togliere i piatti e le posate usate
per la precedente. I bicchieri per il vino possono invece
rimanere in tavola anche quando siano già stati usati
e non debbano esserlo nuovamente.
In particolare:
* Si comincia il servizio dalla signora più importante
e si serve per ultima la padrona di casa.
* Si prosegue con il signore più importante e si
serve per ultimo il padrone di casa.
* Si porge all’ospite il vassoio di portata da sinistra,
tenendolo leggermente sollevato.
* I piatti si tolgono da destra (un ospite alla volta)
e si sostituiscono da sinistra con piatti nuovi e posate
adatte.
* Le posate sporche si ritirano sul piatto sporco, mentre
quelle pulite devono essere portate sino al tavolo su un
piatto e poi posate sul tavolo.
* Si comincia il servizio dalla signora più importante
e si serve per ultima la padrona di casa.
* Si prosegue con il signore più importante e si
serve per ultimo il padrone di casa.
* Tra amici è pratico far passare la pietanza da
uno all'altro, senza troppe formalità.
* Il cibo, se possibile, deve essere suddiviso in piccole
porzioni, in modo che l'ospite si possa servire facilmente.
* Si possono servire due volte gli antipasti, i secondi,
molti primi, ma mai il consommé, la minestra, il
formaggio e la frutta.
* L'acqua va messa in tavola all'inizio; il vino invece
va portato di volta in volta e servito (meglio se direttamente
dal padrone di casa). Il bicchiere non va mai riempito oltre
la metà.
* Cambiando vino, occorre cambiare bicchier (o averne
disposti due sulla tavola).
* Vino e acqua si servono da destra.
* I vini vanno serviti in questo ordine: bianchi leggeri,
rossi leggeri, rossi corposi.
* I vini da dessert si servono a tavola.
* Il caffè e i liquori non si servono di solito
a tavola, ma in salotto.
* Il pane più indicato è quello di piccolo
formato, per non doverlo tagliare prima di servirlo. Si
prende dal cestino con l'apposita pinza appoggiandolo sul
piattino da pane (in alto a sinistra rispetto al piatto);
in mancanza dei piattini si mette sulla tovaglia.
* Se ci sono antipasti freddi e caldi, questi ultimi vanno
serviti per primi.
* La pasta asciutta si porta in tavola di preferenza su
grandi piatti di portata e può essere servita una
seconda volta.
* Il pesce va presentato intero, pulito e diviso solo
dopo.
* Arrosti e brasati vanno offerti già tagliati
o divisi in pezzi.
* L'insalata deve essere servita in un piatto messo a
sinistra del commensale prima della pietanza che accompagna
e, quando arriva sul tavolo, deve essere condita (in un
recipiente non metallico: l'aceto e il limone, infatti,
a contatto con il metallo possono dare al cibo un cattivo
sapore).
* I contorni caldi vanno sistemati a decorazione del secondo.
* Gli sformati di verdure vanno serviti a parte.
* Se si offrono due secondi (pesce e carne), è
meglio intervallarli con un sorbetto al limone in coppette.
* I formaggi (almeno 4 tipi) vanno tolti dal frigorifero
un'ora prima e disposti sull'apposito piatto o su un tagliere.
* Prima di servire il dolce va tolto il pane avanzato,
spazzando via le briciole con la speciale spazzola o con
una paletta d'argento.
* Dolci e gelati vanno serviti subito dopo il formaggio
e prima della frutta.
* Le torte vanno presentate intere, poi tagliate a piccole
fette.
* La piccola pasticceria si porge su un vassoio al momento
in cui si servono vini da dessert, caffè e liquori.
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